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diversità

Io non sono come gli altri

Io non sono come gli altri Book Cover Io non sono come gli altri
Janik Coat
la margherita edizioni

Spesso accorgerci di non essere come gli altri ci mette a disagio. Ci sentiamo fuori non integrati, stonati, e istintivamente cerchiamo di adeguarci, uniformarci, dileguarci nella moltitudine. Tutto sommato ci fa sentire al sicuro, protetti essere come gli altri, essere circondati da persone come noi.   Una volta era più facile. Le comunità e gli stili di vita erano molto più omogenee e la diversità veniva un po’ emarginata e confinata. Oppure tollerata come eccentricità.

Lo scemo del villaggio o l’artista.

Oggi viviamo in una società aperta, multitutto e dai mille punti di vista in cui l’individualità è spinta al massimo. Ciò che conto sono io, ciò che io desidero, sento, penso, scelgo. Possiamo immaginarci e costruirci come vogliamo. Come un omino lego.

Selezioniamo le nostre caratteristiche fisiche (ecchecivuoleoggi).

Prendiamo dallo scaffale il barattolo di sugo spirituale che preferiamo (c’è di tutto dal prodotto di marca, al marchio tradizionale, al prodotto discount ci sono anche quelli che ti regalano i punti e con 1000 hai un posto nell’aldilà).

 

Dovrebbe essere più semplice parlare di originalità e diversità.

Invece.

 

Archimede,gianluigi,basilio,ruggero,ulisse e tobia,ennio,giovanni maria,ettore,orietta,penelope,filippo,nanà,orazio,dario,mirella,
vercingetorige,ludovico,margherita,luigino,beniamino

 

C’é chi dice che le persone siano divise in due gruppi: quelle attirate dall’uguale a sé e quelle attirate dal diverso da sé.

Fermo restando che non c’è motivo di giudicare una propensione migliore dell’altra, tu da che parte stai?

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La buonanotte di un papà speciale

Storie proprio così Book Cover Storie proprio così
Rudyard Kipling e Sébastien Pelon
Lapis

Il più lontano ricordo che ho è di una sera a letto, mio padre seduto vicino a me che legge una storia della buonanotte: Come fu che al leopardo vennero le macchie. Si intitola così.
E’ un ricordo sfocato, velato. Un’immagine ricostruita con pezzi presi chissà dove negli angoli della memoria e combinati insieme. Ingegneria del riciclo.
Ma é un ricordo che custodisco gelosamente.
Un bimbo che ascolta attento. Un Padre che legge una storia.
Questo, guarda un po’ la coincidenza, è uno dei racconti che Rudyard Kipling raccontava, senza mai cambiare un dettaglio o una parola, così si dice, ogni sera a sua figlia Josephine e che giorno dopo giorno ha fissato nella sua testa prima e sulla carta poi, raccogliendoli in un libro:

Storie proprio così

classico della letteratura per l’infanzia, prima narrato e poi scritto, che io ho da poco acquistato nella nuova edizione Lapis.
Ho riletto subito la storia del leopardo.

Mi ha emozionato.

E l’ho trovata alquanto attuale!
Racconta della necessità di cambiare, muoversi, spostarsi, per sopravvivere. Della scelta di affrontare un nuovo mondo, del tutto diverso e completamente sconosciuto, e di imparare ad adattarsi. Per continuare a vivere.
Tra le dodici storie della buonanotte, che hanno tutte un animale per protagonista e ci parlano dell’inizio dei tempi, ce ne sono due in cui la protagonista è una bambina (e il suo papà).
Si intitolano “Come fu scritta la prima lettera” e “come fu inventato l’alfabeto”.
Raccontano di come le lettere dell’alfabeto, e quindi la scrittura, siano nate da un gioco tra una bambina e il suo papà, sulla riva di un fiume, e il loro segno ispirato da cose quotidiane come un pesce, i panni stesi, un uovo, una bocca …
La piccola Taffimai Metallumai incide i suoni su una corteccia, così come rima di lei altri uomini avevano inciso la natura. Un gesto artistico prima che tecnologico.
E’ una storia meno banale di ciò che sembra.
C’è tutto ciò che serve per la crescita di un bambino.
La relazione affettiva con un adulto, il contatto con la natura, il gioco, il tempo…

Un dettaglio.
Non so se è un caso ma ho notato che la prima storia (Perchè la balena ha la gola così) inizia con “C’era una volta …” e l’ultima storia (La farfalla che batteva il piede) termina con ” … dove vissero per sempre felici e contenti”.
Il che, insieme alla continua narrazione ripetuta, mi fa pensare a questo libro come ad una versione in miniatura de “Le mille e una notte” (sarà anche per le sue ambientazioni esotiche).
Un bel regalo per voi e i vostri figli.

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Chi mi ha rubato il naso?

Chi mi ha rubato il naso? Book Cover Chi mi ha rubato il naso?
Lorenzo Clerici
Monibombo

Un mistero nella savana. Chi ha rubato il naso dell'elefante? Potrebbe essere stato lo struzzo, il pitone o perfino l'insospettabile giraffa. Ma l'elefante ritroverà il suo naso?

Un mistero nella savana. Chi ha rubato il naso dell’elefante? Potrebbe essere stato lo struzzo, il pitone o perfino l’insospettabile giraffa. Ma l’elefante ritroverà il suo naso?

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Il berretto del folletto

Il berretto del folletto
Brigitte Weninger, John A. Rowe
Nord-Sud

Il berretto di un folletto è un nascondiglio fantastico, una piccola casa perfetta per una raganella, un topolino, un leprotto, un riccio, un uccello, una volpe, un cinghiale, un lupo, un orso... ehi, basta, non ci entra più nessuno! Povera pulce, per lei non c'è davvero più spazio!

Il berretto di un folletto è un nascondiglio fantastico, una piccola casa perfetta per una raganella, un topolino, un leprotto, un riccio, un uccello, una volpe, un cinghiale, un lupo, un orso… ehi, basta, non ci entra più nessuno! Povera pulce, per lei non c’è davvero più spazio!

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Streghe, streghine e stregatti

Streghe, streghine e stregatti Book Cover Streghe, streghine e stregatti
Nicoletta Costa
Emme Edizioni

È mattina, e l'odore del caffè si spande per la vecchia torre. I gatti Pino, Lulù e Ferdinando hanno preparato la colazione per la strega Teodora. Il pappagallo Mauro gracchia allegro e la cavalla Apollonia attende il momento della passeggiata. Tutto sembra tranquillo. Ma ecco che arrivano il principe Carlo e la principessa Celeste, lieti di presentare a Teodora la loro prima bambina! È l'inizio di una nuova, grande avventura...

È mattina, e l’odore del caffè si spande per la vecchia torre. I gatti Pino, Lulù e Ferdinando hanno preparato la colazione per la strega Teodora. Il pappagallo Mauro gracchia allegro e la cavalla Apollonia attende il momento della passeggiata. Tutto sembra tranquillo. Ma ecco che arrivano il principe Carlo e la principessa Celeste, lieti di presentare a Teodora la loro prima bambina! È l’inizio di una nuova, grande avventura…

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