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diversità

Io non sono come gli altri

Io non sono come gli altri Book Cover Io non sono come gli altri
Janik Coat
la margherita edizioni

Spesso accorgerci di non essere come gli altri ci mette a disagio. Ci sentiamo fuori non integrati, stonati, e istintivamente cerchiamo di adeguarci, uniformarci, dileguarci nella moltitudine. Tutto sommato ci fa sentire al sicuro, protetti essere come gli altri, essere circondati da persone come noi.   Una volta era più facile. Le comunità e gli stili di vita erano molto più omogenee e la diversità veniva un po’ emarginata e confinata. Oppure tollerata come eccentricità.

Lo scemo del villaggio o l’artista.

Oggi viviamo in una società aperta, multitutto e dai mille punti di vista in cui l’individualità è spinta al massimo. Ciò che conto sono io, ciò che io desidero, sento, penso, scelgo. Possiamo immaginarci e costruirci come vogliamo. Come un omino lego.

Selezioniamo le nostre caratteristiche fisiche (ecchecivuoleoggi).

Prendiamo dallo scaffale il barattolo di sugo spirituale che preferiamo (c’è di tutto dal prodotto di marca, al marchio tradizionale, al prodotto discount ci sono anche quelli che ti regalano i punti e con 1000 hai un posto nell’aldilà).

 

Dovrebbe essere più semplice parlare di originalità e diversità.

Invece.

 

Archimede,gianluigi,basilio,ruggero,ulisse e tobia,ennio,giovanni maria,ettore,orietta,penelope,filippo,nanà,orazio,dario,mirella,
vercingetorige,ludovico,margherita,luigino,beniamino

 

C’é chi dice che le persone siano divise in due gruppi: quelle attirate dall’uguale a sé e quelle attirate dal diverso da sé.

Fermo restando che non c’è motivo di giudicare una propensione migliore dell’altra, tu da che parte stai?

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Qualcosa da fare

Qualcosa da fare Book Cover Qualcosa da fare
David Lucas
Valentina Edizioni

"Svegliati Papà Orso!" L'Orsacchiotto non ha nulla da fare. In un'immensa distesa di neve bianca e silenziosa basta un legnetto per immaginarsi un mondo di cose da fare.

“Svegliati Papà Orso!” L’Orsacchiotto non ha nulla da fare. In un’immensa distesa di neve bianca e silenziosa basta un legnetto per immaginarsi un mondo di cose da fare.

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cappuccetti

Non siamo più bimbi piccoli – La congiura dei Cappuccetti

La congiura dei cappuccetti Book Cover La congiura dei cappuccetti
Stefano Bordiglioni
Einaudi Ragazzi


Dopo la dolce, sensibile, intelligente, fragile, timida, introversa, signorina Dolcemiele

http://genitorilettori.it/2013/09/libri-per-ragazzi-matilde-di-roald-dahl.html

ecco un’altra maestra (sarà il periodo… boh!): la maestra Elvira!

I più navigati avranno già capito: si tratta della congiura dei Cappuccetti di Stefano Bordiglioni, Einaudi ragazzi.

Cosa succede se in una classe quinta elementare di ragazzini e ragazzine svegli e abituati ad essere trattati come tali, arriva una supplente confettosa, zuccherosa, mielosa, bonbonosa, ciupaciuposa, marshmallowosa… di quelle che ti prendi il diabete solo a guardarle negli occhi?

Ricordo bene il fastidio e la rabbia che da bambino provavo per quelle zie anziane che sapevano di caramelle all’anice o al pino mugo, mi riempivano di bacini, pizzicotti sulle guance e mi seppellivano sotto un cumulo di “ciccino”, “cucciolino”, ” topolino” e decine di altri caramellosi diminutivi …

cito:”Niente di tutto questo, però, era possibile con la supplente: nei giorni successivi al suo arrivo, la maestra Elvira ci ha torturato con favoline, regolette, piccoli premi, pensierini, gare di bontà, notine, disegnini, e con altre mille cosucce che non avrebbero incantato un bambino di tre anni. Figurarsi se potevano funzionare con noi! …Io e i miei compagni eravamo tutti così arrabbiati, che l’idea della ribellione è sbocciata nelle nostre menti come un papavero in un campo di grano“.

Le strategie di resistenza al dolciastro approccio della supplente evolvono giorno dopo giorno fino ad un gran finale davvero speciale.

Leggendo il libro io mi sono sentito uno di quei ragazzi, ero là in quella classe, seduto dietro al mio banco pensando come sconfiggere la supplente (io me la sono immaginata come un mix tra la Zia Pryssellius di Pippicalzelunghe e la professoressa Umbridge de Harry Potter e l’ordine della Fenice).

Poche volte mi sono sentito così soddisfatto dell’acquisto di un libro. 
A proposito, le prime due pagine sono una chicca in più inserita in questo libro…un’idea semplice ma profonda e devo dire anche emozionante.

Riprendendo la riflessione iniziata nel precedente post:

http://genitorilettori.it/2013/09/libri-per-ragazzi-matilde-unulteriore-riflessione.html

aggiungo che troppo spesso trattiamo i bambini da marmocchi, utilizzando un linguaggio e dei comportamenti che li mantengono ad un livello più infantile di quanto potrebbero invece essere.
E così comunichiamo sfiducia nella loro intelligenza e nelle loro capacità. Non li stimoliamo a crescere, sfidare i problemi, misurarsi con le difficoltà. Neghiamo loro il piacere di farcela, di esserci riusciti.
Quindi rimuovere gli ostacoli e dare fiducia al mio piccolo Francesco.
Questo è ciò che domani mi porto nella cartella per il mio primo giorno di scuola, da papà, in prima elementare.


Se avete figli più piccoli, diciamo da scuola materna, avevo parlato di altri due libri di questo bravissimo scrittore in questo post:

http://genitorilettori.it/2013/07/storie-sotto-il-letto-storie-prima-della-storia.html

sono piccoli racconti, ottimi come letture della buonanotte.

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